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domenica 2 febbraio 2014



Mi dici che il silenzio
è più vicino alla pace delle poesie
ma s ein dono
ti portassi il silenzio
(perchè io conosco il silenzio)
diresti allora

Questo non è silenzio
è un'altra poesia

e me lo restituiresti.

(Leonard Cohen)

lunedì 25 marzo 2013

.. ciò che aspetto da una vita ..

Se la ami va da lei.Chiamala ora, falle sapere il numero di volte che pensi a lei, cantale una canzone.Dedicale un film che la faccia ridere, mandale una lettera vuota, dille che può scriverci tutto quello che vuole sentirsi dire.Falle il solletico sulle guance, baciale i capelli, portala a fare un giro in un campo. Regalale un fiore.Regalale mille fiori, regalale un campo di fiori.Comprale un libro che nessuno ha mai letto. Prendile un cd che nessuno ha mai ascoltato. Fai qualsiasi cosa, ma non fartela sfuggire.L'amore non sta mai fermo troppo a lungo.

Francesco Roversi



lunedì 11 giugno 2012

da Alberto Bergamini



E' ora di tornare
Alla sacra vaghezza
Spezzare la crosta
Del tempo marcito
Dai troppi distinguo
Del vile rifugio
D'estraneo sguardo
E' ora di sterrare
Le false radici
Annegate nel dubbio
Del servile rancore
Di tante oscure ore
Di vita andata a male
Di abdicato pianto
E' ora di tornare
Nel giusto respiro
Con muto stupore
Ardita rincorsa
Dell'unico me
Metallo comune
Di ossa e perché.

giovedì 8 marzo 2012

Me.

Rimane solo confusione
Damned soul in the prison of my lonlyness
Beffardo Istinto
Inside in my weaknessess ..
I' ve found my power
Una stella in the darkness

Quel sentirsi scivolar via dalla pelle
sicurezze fin troppo ostentate.
Infreddolita e nuda,
mi genufletto alle mie debolezza

lunedì 20 febbraio 2012

Chi è in favore delle proprie stelle
si vanti di pubblico onore e superbi titoli,
mentre io, cui la sorte nega simili trionfi,
godo insperatamente chi maggiormente apprezzo.
I favoriti dei potenti schiudono i bei petali
soltanto come calendule allo splendor del sole,
è già sepolto in loro il loro proprio orgoglio
perchè alla prima nuvola cade la loro aureola.
L'eroico combattente, famoso per valore
se dopo tante vittorie subisce una sconfitta,
per sempre vien radiato dall'albo dell'onore
e in più dimenticato ogni successo ardito:
felice sono io che amo e son riamato
dove l'amor non cambia nè può esser ripudiato

(Sonetto 25, William Shakespeare)

Lettera

Pudore nel scrivere il tuo nome.
E' l'inchiostro che forma lentamente ogni lettera
abbandonando passione e sentimento su ogni curva.
 

Ed io l'osservo nascere così dal niente,
crescere sotto i miei occhi
 

e concludersi con un sospiro.


(L.M.)

venerdì 17 febbraio 2012

Quando dormi

Pablo Picasso, ritratto di Marie Therese
Tu dormi tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo dormire e ciò mi fa soffrire.
I tuoi occhi chiusi il tuo gran corpo disteso è meraviglioso
ma tutto ciò mi fa piangere
e improvvisamente  ecco tu ridi
tu ridi a scrosci dormendo
dove sei in questo momento
dove sei andato dimmi la verità
forse con un'altra donna
lontano lontano in un altro paese
e con lei tu ridi di me.
 

Tu dormi tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo dormire e ciò mi fa soffrire.
Mentre tu dormi non so se mi ami
mi sei vicino ma anche così distante
io sono tutta nuda a te aggrappata
ma è come se fossi assente
e sento tuttavia battere il tuo cuore
non so se batte per me
non so niente, non so niente
vorrei che il tuo cuore si fermasse
se un giorno non mi amassi più
 

Tu sogni tu la notte
io invece ho l'insonnia
ti vedo sognare e questo mi fa piangere.
Tutte le notti io piango tutte le notti
e tu tu sogni e tu sorridi
ma questo non può durare
una notte certo io ti ucciderò
e finiranno allora i sogni tuoi
e siccome son decisa a togliermi la vita
anche la mia insonnia finirà
i nostri due cadaveri riuniti
insieme dormiranno nel gran letto.
 

Tu sogni tu la notte
io invece ho l'insonnia
e questo mi fa piangere.
Arriva l'alba e subito ti svegli
ed è a me che tu offri un sorriso
sorridi con il sole
ed io non penso più alla  notte
tu dici le parole sempre uguali
"hai passato una buona notte?"
e come ridestata io ti rispondo
"Si mio caro ho dormito bene e come ogni notte
t'ho sognato."


(J. Prevert)

mercoledì 15 febbraio 2012

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre

coi ginocchi piagati
e le mani aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti ad un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all'umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d'oro
e l'albero della conoscenza
Dio non è mai disceso nè ti ha mai maledetto.
Ma tu si, maledici
ora per ora il tuo canto
perchè sei sceso nel limbo,
dove aspri l'assenzio
di una sopravvivenza negata.

(Alda Merini, Terra Santa)

venerdì 10 febbraio 2012

Corto Maltese, Hugo Pratt
.. lo stregone sentenziava all'uffizio:
"Il mondo è come una piroga, che,
girando e girando,
non sa più se il vento voleva ridere o piangere ..."
E subito i miei occhi cercavano di dipingere
un  mondo dondolante fra acque lucenti,
scorgevano il liscio albero maestro dei fusti,
la coffa sotto le foglie,
e pennoni e antenne, sartie di lana,
dove, troppo lunghi, i fiori
finivano in gridi di pappagalli



(Saint John Perse)

giovedì 9 febbraio 2012

Amare il mondo di Bertold Brecht

Henry Matisse, la danza
Ci impegniamo, noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.
Se qualche cosa sentiamo di "potere"
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.
Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.
Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo, ma per amarlo.

martedì 7 febbraio 2012

Abiterò il mio nome

Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia
Chi erra, a mezzanotte, sopra le gallerie di pietra per stimare i titoli d'una bella cometa;
chi veglia tra le guerre, sulla purezza delle grandi lenti di cristallo
..
chi risveglia in mare, sotto il vento d'un'isola bassa,
il profumo di secchezza d'un piccolo semprevivo delle sabbie;
chi, dormiente, ha il soffio congiunto al soffio del mare,
e al rovesciarsi della marea ecco che si rivolta sul letto..

chi dipinge l'amaro sulla fronte dei più alti promontori;
..
chi sulla terra va in cerca dei grandi pascoli;
chi sale torri di ferro, dopo la tempesta
chi veglia, in luoghi sterili,
sulla sorte delle grandi linee telegrafiche
..
Straniero, su ogni spiaggia di questo mondo,
senza uditorio nè testimonio,
porta all'orecchio del Ponente una conchiglia senza memoria
..
"io abiterò il mio nome"
 
saint john perse

Palme

Paul Gaugain

Palme ...!
Allora ti lavavano nell'acqua - di - foglie verdi;
e anche l' acqua era sole verde; e le domestiche di tua madre, ragazzone lucenti,
muovevano le gambe calde vicino a te che tremavi ..

(parlo di un felice stato, allora, fra le vesti, nel regno di avvolgenti chiarezze).

Palme! e la dolcezza
d'una vecchiaia delle radici ...! La terra allora bramò
essere più sorda, e il cielo più fondo dove gli alberi
troppo grandi, stanchi d'un oscuro disegno, annodavano
un patto inestricabile ..

(ho fatto questo sogno, riconoscendolo: un soggiorno sicuro fra le tele entusiaste)

E le alte radici curve celebravano
l'andar oltre delle vie prodigiose,
l'invenzione delle volte e delle navate,
e la luce allora, in più pure imprese feconda, inaugurava
il bianco regno dove ho condotto forse un corpo senz'ombra ..

(Parlo di un'alta condizione, di una volta, fra gli uomini e le loro figlie, e che masticavano una certa foglia)

Allora gli uomini avevano una bocca più grave, le donne braccia più lente;
allora, nutrendosi, come noi di radici, grandi bestie
taciturne si nobilitavano,
e più lunghe su più ombra si alzavano le palpebre ..

(Ho sognato questo, e ci ha consumato senza reliquie)

saint john perse
Paul Gauguin, Siesta
La mia pelle è color tabacco rosso o di mulo,
ho un cappello di midollo di sambuco coperto di tela bianca.
Orgoglio mio è che mia figlia sia bellissima quando ordina alle donne nere,
mia gioia, che scopra un braccio candido fra le galline nere;
e non abbia vergogna per la mia guancia rude sotto la barba, quando rientro infangato.
 

Saint John Perse

Saint John Perse: scrivo per vivere meglio

E' uno dei più grandi poeti contemporanei, forse il più grande, certo il più dotato di toni, di aperture sul mondo dello spirito e sugli aspetti della natura.
..
Ogni poesia di Perse è un dono prezioso, elaborato, carico di sapori, odori, colori, significati, analogie, richiami, presenze, assenze della vita; frutto di un lavoro approfondito dello spirito di fronte alle vicende umane, storiche e geologiche; armonia dell'alto momento fuggitivo col senso dell'eterno.
 
La poesia di Perse è la poesia della solitudine nella grandezza morale. Mai astratta, essa si affida all'universo delle parole che concretizzano immagini i pensieri, le idee, i sentimenti, gli stati d'animo..

Interrogato sul perche egli scrive, Perse rispose: "Per vivere meglio".
Ed è vero, perchè quando il poeta scrive e si libera di ogni male, palpita di una vita più alta, più luminosa, ed emana attraverso le sue parole uno stato di felicità.

(Romeo Lucchese)

Il canto di me stesso

Ora non voglio far altro che
ascoltare...
Odo tutti i suoni che si convogliano insieme,
si combinano, si fondono in fuga.
Suoni della città, suoni di fuori della città,
suoni del giorno e della notte...

(Walt Whitman)

Questo amore

Edward Hopper



Questo amore
Cosi violento
Cosi fragile
Cosi tenero
Cosi disperato
 

Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
 

Questo amore cosi vero
Questo amore cosi bello
Cosi felice
Cosi gaio
E cosi beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E cosi sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
 

Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
 

Questo amore tutto intero
Ancora cosi vivo
E tutto soleggiato
E tuo
E mio
E stato quel che è stato
 

Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
 

Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
 

Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
 

Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
 

Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.
 

(Jacques Prevert)

I ragazzi che si amano

Marc Chagall, Amanti
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore
 

Les enfants qui s'aiment

Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie
Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour

(Jacques Prevert)

M'ha fatta l'amore

La Fornarina, Raffaello

Nuda sono nata
come sono nata vivo
Piccola sono nata
e troppo in fretta cresciuta
ma non sono mai cambiata
e nuda vivo
la maggior parte del tempo
quel tempo dove vivo nuda
quel tempo è denaro.
 
M'ha fatta l'amore
L'amore che mi ha fatto festa
l'amore che mi ha fatto fata
dov'è mai andato a cacciarsi
l'innamorato che avevo
che mi faceva piacere
che mi faceva sognare
che mi faceva ballare.
Ballare al ritmo della sua bacchetta
era il mio direttore d'orchestra
io il suo corpo di ballo.
 
M'ha fatta l'amore
l'amore che mi ha fatto festa
l'amore che mi ha fatto fata
e io vi trasformo in tante bestie
ogni volta che mi pare
il vostro amore mi fa ridere
il vostro amore non è amore
vi comando a bacchetta
fuori la grana.
 
M'ha fatto l'amore
l'amore che mi ha sfatta
e in asso m'ha piantata
l'innamorato che avevo.
 
Dov'è finito mai, dov'è finito mai, dov'è finito mai
 
(Jacques Prevert)

domenica 5 febbraio 2012

.. avevamo appuntamento con la fine di una età.
E ci troviamo con gli uomini di un'altra età?
Le grandi abiure pubbliche non ci potrebbero piacere.
E l'esigenza in noi non si è affatto ammutolita.
Non c'è più per noi intesa con ciò che fu.


saint john perse

Narravo così l'assurdo

Vincent van Gogh, Donne nella neve che portano sacchi di carbone
E poi giunsero le nevi, le prime nevi dell'assenza, sui grandi teli trapunti di sogno e di realtà.
E fu di mattina, sotto il sale grigio dell'alba, come in un porto di fortuna, un luogo di grazia e di salvezza ove lasciar libero lo sciame delle grandi odi del silenzio.
E tutta la notte, a mia insaputa, sotto quella prodezza di penna, le impervie città di pomice traforata di insetti lucenti non avevano smesso di crescere, dimentiche del loro peso.

Narravo così l'assurdo ..

Nevicava, ed ecco, diciamone meraviglie: l'alba silente nelle sue piume, come grande nottola favolosa in balìa ai soffi dello spirito, gonfiava il suo corpo, candida dalia.
Da ogni parte era prodigio e festa ....


(Saint John Perse)